Con un ordine del giorno, di cui sono la proponente e prima firmataria, approvato nel Decreto-legge“Emergenze agricole” per il rilancio dei settori agricoli in crisi (Ordine del Giorno n. G9.1 al DDL n. 1249) ho impegnato il Governo a «prevedere la possibilità di porre in essere, mediante appositi interventi normativi, misure di sostegno per la creazione di consorzi di produttori di agrumi al fine di: riunire tutti gli operatori, ivi compresi coloro che sono attualmente collocati ai margini dei processi di aggregazione, valorizzare tutte le tipologie di agrumi prodotti, elaborare e condividere strategie comuni a tutela dell’intero comparto agrumicolo, in termini di produzione, commercializzazione e distribuzione in Italia e all’estero».

L’ordine del giorno si riferisce all’articolo 9 del disegno di legge approvato oggi al Senato che reca misure a sostegno delle imprese del settore agrumicolo. Considerato che nella filiera agrumicola italiana il sistema aziendale riferito alla coltura per eccellenza della Piana di Sibari, nella regione Calabria, riguarda gli agrumi e, nello specifico, le clementine (varietà apirene) e, per come emerge dai dati dell’istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA) basati su dati Istat ed altre fonti, ha una produzione attuale, associata in cooperative e Organizzazioni di Produttori,pari a circa il 20 per cento. Per le clementine, la cui produzione è di circa 572.000 tonnellate (dato dell’annualità 2016-2017) su base nazionale, 114.400 tonnellate sono ad esclusivo appannaggio delle Organizzazioni di Produttori, mentre la rimanente produzione di 457.600 tonnellate è in dotazione alle miriadi di operatori commerciali privati. Cioè l’80% del mercato delle clementine non è organizzato e i piccoli produttori sono vittima del mercato e delle grandi aziende che lo cannibalizzano. Era importante, infatti, individuare delle misure per favorire le aziende che abbiano la necessità di aggregarsi e fare volumi di produzione al fine di incrementare il proprio potere contrattuale verso la distribuzione organizzata. L’incremento dei canali distributivi di frutta fresca e derivati degli agrumi avrebbe, quale conseguenza, anche il rafforzamento del settore ove operano gli hotel, i ristoranti ed i catering, aumentando nello stesso tempo le collocazioni del prodotto stesso, in un’ottica di difesa del Made in Italy e assolvendo la funzione di sviluppo dei consumi interni e di esportazione. L’obiettivo dell’intervento è proprio questo: passare dalle parole ai fatti. È un altro piccolo passo per far vedere ai cittadini quanto il Governo del cambiamento attenzioni la Sibaritide, le sue eccellenze tutelando anche i piccoli produttori.

 

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