Unione italiana food, etichetta con origine stoppa rischio frodi

E’ in netta ripresa la produzione nazionale di miele nel 2018, dopo aver archiviato un 2017 particolarmente negativo, mettendo a segno un aumento dell’22% per un totale di 11 mila tonnellate. Quanto ai consumi hanno tenuto, con circa 0,5 Kg per ogni italiano, tra quello diretto al vasetto e indiretto attraverso i dolciumi. E’ il bilancio tracciato dal Gruppo miele di Unione italiana food, la più grande associazione italiana del settore alimentare, confermando un fatturato in lieve calo rispetto al 2017 dell’industria del miele pari a 165 milioni di euro. Sul fronte dei controlli, sottolinea il Gruppo, l’Italia, spicca per requisiti e garanzie di legge sul resto del mondo. La legislazione nazionale, infatti, obbliga da tempo le aziende italiane che confezionano il miele, ad indicare sempre in etichetta tutti i paesi di origine dei mieli che compongono le miscele. “E’ un fatto che mette il consumatore nella consapevolezza di conoscere quello che sta acquistando – fa sapere il presidente del Gruppo, Raffaele Terruzzi – e che conferma che il miele e’ stato realmente confezionato nel nostro Paese. Le aziende, infatti selezionano le forniture delle materie prime ed eseguono controlli meticolosi anche attraverso metodiche analitiche all’avanguardia per assicurare al consumatore solo miele d’api puro e sicuro”. Il miele, ricorda infine io Gruppo, è un prodotto totalmente naturale, fondamentale per il benessere; apporta vitamine, sali minerali, oligo elementi, zuccheri e amminoacidi. Inoltre, ha un’azione protettiva e disintossicante per le sue proprietà antisettiche, che preservano da aggressioni e sviluppi batterici.

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