Uno spettacolo decisamente originale, dove la storia dei nostri tempi è scandita dal ballo e dalla musica. E’ “Le bal. L’Italia balla dal 1940 al 2001” in scena al Politeama sabato prossimo, 14 aprile. Ispirato a Le bal, creato dal Théâtre du Campagnol dalla fortunata idea e per la regia di Jean Claude Penchenat e tratto da un indovinato format francese – adattato dal bravo Giancarlo Fares alla realtà italiana – ripercorre attraverso le canzoni più belle, orecchiabili, conosciute e ormai patrimonio della nostra memoria collettiva 70 anni della nostra storia dalla Seconda Guerra Mondiale fino all’attentato alle Torri Gemelle.

Teatro della vicenda è una balera dove si affollano uomini e donne comuni: è un continuo intrecciarsi tra macrostoria e microstorie in una fiaba musical-danzante che rende il divenire storico sicuramente più avvincente di quello che si legge sui testi scolastici.

Un racconto senza parole, affidato alla musica e agli attori, alla forza comunicativa delle azioni, dei gesti e dei suoni. Uno spettacolo elegante, poetico, divertente.

Accompagnato da canzoni importanti e significative, dalla “Tremarella” di Edoardo Vianello, ai “Ragazzi dello shake” di Gianni Morandi, da “L’uomo per me” di Mina a “I will survive” di Gloria Gaynor, da “The wall” dei Pink Floid e “Sister morfine” dei Rolling Stones, fino a “Che cosa resta” di Franco Battiato.

I protagonisti – interpretati da sedici bravi attori-danzatori che si impegnano nel dare il meglio di se stessi – presentano una pièce ben articolata e compatta, vivace, vibrante, coinvolgente, elegante e poetica che riesce ad avere un potere catartico e lascia entusiasmo, energia e voglia di vivere al meglio ciò che si è e si ha: gesti e balli che divengono emozioni, palpitazioni, paure, odi, speranze, gioie, condivisioni palpabili e ingenue, ma vere e commoventi.

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