Il “Decreto Dignità “ approvato dal Governo, se convertito dal Parlamento nel testo deliberato in Consiglio dei Ministri con la restrizione del termine massimo dei contratti a tempo determinato da 36 a 24 mesi renderebbe più rigido il mercato del lavoro e causerebbe più disoccupazione e gravi danni al sistema economico soprattutto quello calabrese che stenta a decollare.
Il mondo del lavoro ormai non è più statico, si lavora quasi in ogni settore, industriale e terziario per commesse a breve e medio tempo il che non consente alle aziende una programmazione organica a lungo termine e quindi di poter somministrare contratti a tempo indeterminato.

Uno dei settori più penalizzati potrebbe essere quello dei call center ,infatti questi ultimi nell’attuale contesto normativo riescono ad impiegare personale con la flessibilità necessaria rispetto al mercato proprio grazie ai contratti a termine ed in questo modo possono contribuire a generare nuova offerta di occupazione.

Ciò vale su base nazionale ,ma è necessario evidenziare che nel territorio crotonese operano da anni numerose aziende in questo settore ,tra queste la più nota è certamente l’azienda Abramo Customer Care, che nacque nel 1997 subito dopo la tragica alluvione del fiume Esaro la quale provocò ingenti danni alla comunità crotonese . Nessuno credeva allora che questa azienda potesse in prospettiva trasformarsi in un autentico volano di sviluppo economico.

Oggi invece la Abramo a Crotone è una delle poche realtà virtuose e permette a circa 1000 famiglie di vivere nel crotonese una vita decorosa senza essere costretti ad emigrare al nord, chiara prova che i calabresi desiderano restare e vivere nel proprio territorio lavorando onestamente ! Cosa potrebbe succedere se l’azienda non potendo più rinnovare contratti a quelle risorse già formate si vedesse costretta a non accettare più commesse con rinnovi brevi? Probabilmente o quasi certamente diverse centinaia perderebbero il proprio posto di lavoro.

Una prospettiva che non può essere accettata, ma deve essere presa seriamente in considerazione, in un territorio come il nostro dove le aziende che assicurano economia devono essere sostenute e coadiuvate da incentivi e non messe nelle condizioni negative di ridurre il personale lavorativo.

Il problema che ora si pone per la Abramo a breve si riscontrerà per tante altre aziende e non solo nel settore terziario o delle telecomunicazioni, molte aziende saranno costrette a rivedere il proprio organico in ogni settore e non rinnovare molti contratti in scadenza.

Una situazione critica e devastante calata dall’alto nel nostro contesto economico; crediamo che Il Ministro del Lavoro nel rivedere i contratti avrebbe dovuto tener conto della complessa tipologia di attività, sempre che ne sia in grado di averne contezza , ed avrebbe dovuto tenere un occhio più vigile verso il sud ; in particolare verso questa zona della Calabria che fatica a crescere e decollare, appunto per una politica che il più delle volte è stata assente ed insensibile ai reali problemi, decreto dignità o reddito di cittadinanza da noi non servono, è invece necessaria ed urgente una seria programmazione che incentivi quelle aziende solide con un know how efficace e competitivo, le quali creano lavoro ed occupazione in questo territorio storicamente svantaggiato da un gap infrastrutturale e dove sicuramente è più facile andare via che restare e creare impresa!
Auspichiamo un lavoro di profonda revisione nel contenuto normativo del nuovo decreto da parte del Parlamento, appellandoci alla coscienza dei neo parlamentari i quali possano salvaguardare con il buon senso del padre di famiglia l’ interesse prioritario dei cittadini italiani.

FORZA ITALIA COORDINAMENTO PROVINCIA CROTONE

SERGIO TORROMINO

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