Sono finiti i tempi in cui in Calabria i collaboratori di assessori e consiglieri regionali (le cosiddette strutture di supporto) e i burocrati facevano il bello e il cattivo tempo, guadagnando stipendi da sogno!
Anche su questi antichi privilegi il Governo Oliverio ha fatto calare la scure.
Il Consiglio regionale, che è tornato a riunirsi oggi a Palazzo Campanella di Reggio Calabria, dopo aver rinviata alla prossima seduta (già programmata per il 29 novembre), l’approvazione del primo punto all’ordine del giorno di oggi riguardante il Documento di Economia e Finanza (Defr) della Regione per gli anni 2019-2021, ha licenziato la proposta di legge recante “Misure di riduzione dei Costi della Politica. Modifiche alla legge regionale 13 maggio 1996, n. 7 (Norme sull’ordinamento della struttura organizzativa della Giunta regionale e sulla dirigenza regionale) e alla legge regionale 13 maggio 1996, n. 8 (Norme sulla dirigenza e sull’ordinamento degli Uffici del Consiglio regionale)”.
Un provvedimento coraggioso, approvato all’unanimità, che riduce notevolmente i costi della politica e fa risparmiare alla Regione e, quindi, ai cittadini calabresi circa 600 mila euro all’anno.
La legge taglia “il premio incentivante” (383 mila euro) e riduce il trattamento economico complessivo per diverse figure burocratiche, comprese quelle del segretario particolare e del responsabile amministrativo delle strutture speciali di Giunta e Consiglio e del collaboratore esperto.
Il Consiglio ha approvato anche il Bilancio consolidato dell’anno 2017 della Regione Calabria – art. 68 del Decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e il Bilancio di Previsione 2018-2020 – Assestamento e conseguenti variazioni”.
L’assemblea ha poi discusso della Proposta di parziale modifica degli indirizzi regionali per la programmazione e la definizione del dimensionamento della rete scolastica e dell’offerta formativa della Regione Calabria quinquennio 2017/2018 – 2022/2023. Un altro provvedimento di grande valenza sociale.
L’ assessore all’Istruzione ed alle Attività culturali, Maria Francesca Corigliano, ha spiegato che la legge si prefigge e propone la modifica dei parametri per il mantenimento dei plessi scolastici all’interno dei comuni, alla luce delle grandi difficoltà registrate all’apertura dell’anno scolastico e della problematica legata allo spopolamento del territorio. E considerato, soprattutto, che la scuola, all’interno delle comunità, oltre al fine educativo è dgaranzia di democrazia. La proposta ha ricevuto l’apprezzamento di tutti i gruppi. Prima della chiusura ella seduta l’Assemblea ha approvato la proposta di provvedimento amministrativo, d’iniziativa della Giunta regionale, recante: “Determinazione del livello dei servizi minimi (art. 16 D.Lgs. 422/1997; art. 5 della L.R. 35/2015) – Presa d’atto del raggiungimento dell’intesa con gli enti locali”. Sul punto, dopo la relazione del consigliere Domenico Bevacqua (Pd), l’assessore alle Infrastrutture Roberto Musmanno ha ripercorso la dinamica dei livelli di spesa, passata dai 201 milioni del 2017, ai 232,5 del 2018, che con il documento tecnico definitivo si assesteranno con un livello non inferiore ai 245 milioni di euro per il 2020. A seguire, dopo l’approvazione del provvedimento amministrativo, d’iniziativa della Giunta regionale, di “Integrazione DGR n. 341 del 30 luglio 2018”, si è passati all’esame e all’approvazione del rendiconto di esercizio per l’anno 2017 dell’Arcea, l’Agenzia della Regione per le Erogazioni in agricoltura, e dell’Arsac, l’Azienda regionale per lo sviluppo dell’agricoltura calabrese. La seduta si è quindi chiusa con l’accoglimento della richiesta di rinvio alla prossima seduta dei rimanenti punti all’ordine del giorno dei lavori comunicata dal presidente del Consiglio Nicola Irto.

 

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