Il Governo delle promesse svanite ci consegna un altro provvedimento indegno, finora non colto nella sua gravità. Ci riferiamo alla decisione del Governo di smantellare le figure dei commissari straordinari per l’emergenza immigrazione e la lotta al caporalato, trasferendo le relative funzioni ai prefetti competenti per territorio.

 

E’ avvenuto nelle province di Reggio Calabria e Caserta, gettando nello sconforto gli amministratori del luogo che non solo si misurano ogni giorno con un contesto di illegalità e soprusi, spesso riconducibili alla mano pesante della criminalità organizzata, ma da ora solo anche più soli, più esposti e senza strumenti di azione.

 

La figura del commissario – figlia dell’azione virtuosa del precedente Governo – rispondeva a una precisa necessità di azione e di intervento; era stata istituita una autorità ad hoc, assorbita dal compito esclusivo di contrasto alle emergenza immigrazione e caporalato. E’ necessario capire, ora, il perché di questa retromarcia ed è mia intenzione presentare un’interrogazione ai ministri competenti per andare a fondo e sollecitare un doveroso ripensamento.
Come ben dice il sindaco di San Ferdinando, Andrea Tripodi, siamo di fronte a un pericoloso arretramento dalle conseguenze imprevedibili, sia sul piano della vigilanza che della promozione di sane politiche di inclusione e integrazione su questi territori di frontiera.

 
Ancora una volta, il Governo punisce il Meridione e alla prova dei fatti si dimostra sordo di fronte ai reali problemi delle nostre comunità. Dal canto nostro, ci facciamo interpreti delle istanze dei sindaci e faremo in modo di trasferire questa indignazione nelle aule del Parlamento.
Ernesto Magorno
senatore Pd

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