Squisita, dolce, salutare e dal sapore inconfondibile, stiamo parlando della liquirizia di Calabria. Al giorno d’oggi la liquirizia calabrese è un’eccellenza gastronomica che non conosce rivali. La sua pianta è conosciuta con il nome scientifico di Glychirrhiza, esistono diverse varietà ma la più apprezzata è la Glabra, una specie perenne della famiglia delle Papilionaceae.
In Italia la liquirizia trova localizzazione quasi esclusivamente nella Regione Calabria dove si concentra circa l’80% della produzione nazionale. La produzione della liquirizia DOP tocca tutte le provincie, da Cosenza a Crotone a Vibo Valentia, ma la natura predilige le coste. È infatti nei territori inferiori a 650 metri dal mare che la pianta della liquirizia nasce spontaneamente.
La liquirizia pura di origine calabrese è particolarmente equilibrata nel gusto dolce-amaro, per cui può essere utilizzata senza additivi o altre sostanze edulcoranti, mentre la liquirizia prodotta in altri paesi è molto amara. Tale primato qualitativo ha fatto sviluppare in Calabria l’industria della liquirizia. Consumata prima come bastoncini naturali tratti dalla radice, intorno al 1700 si è incominciato a trarre dalla radice un succo, poi concentrato in liquirizia nera, brillante e profumata, capace oggi di raggiungere i mercati internazionali.
Essa infatti, è un prodotto antichissimo, già noto nel XVII secolo.

 

 
Nella seconda metà del 1700, la pianta veniva coltivata sul litorale ionico, ai confini con la Lucania e sulla piana di Sibari fino a Crotone e Reggio Calabria. Inoltre, le piante di liquirizia erano molto presenti anche nella bassa valle del Crati e nella zona costiera tirrenica.
Da sempre la liquirizia ha costituito per la Calabria una potenziale ricchezza, ma soltanto con l’intervento del Duca di Corigliano, che impiantò la prima fabbrica del genere nel 1715, agli albori dell’industrializzazione, essa divenne una fonte reale di progresso economico.
Altre aziende sorsero sempre nella Sibaritide: Amarelli (1731) che è la più famosa e conosciuta, Abenante, divenuta poi Martucci nel 1808, Labonia nel territorio del comune di Rossano e Castriota-Scanderbeg, divenuta poi Solazzi, in quello di Corigliano.

Nel corso del 1800 l’industria continuò fortemente a svilupparsi, conquistando, grazie alla bontà e genuinità del prodotto, i mercati d’Europa e d’America.
L’esportazione della liquirizia calabrese si consolidò ed ampliò nella seconda metà del secolo XIX ed ancora nel primo decennio del secolo XX.

 
La liquirizia di Calabria IGP è commercializzata nelle seguenti varietà:
• radice fresca;
• radice essiccata;
• estratto di radice;
La liquirizia viene raccolta in autunno quando la pianta ha almeno 3 anni di vita, ne viene separata la radice, la parte in cui sono più concentrati i principi attivi, che oi viene fatta essiccare, mentre le foglie si utilizzano appena colte.
Dopo l’estrazione dal terreno, le radici vengono tagliate, calibrate e lavate con acqua.
Nel caso di essiccazione, le radici sono poste in luoghi ventilati e soleggiati all’aperto oppure in locali arieggiati o in forni ventilati con temperatura inferiore a 50 °C.
Per l’estrazione del succo, le radici di liquirizia vengono dapprima tagliate, schiacciate e sfibrate; successivamente vengono fatte bollire nell’acqua calda. Il succo estratto viene fatto chiarificare e concentrare con ulteriore bollitura, fino a ricavarne un impasto nero e denso, che viene infine modellato nella forma voluta e confezionato.
Impiegata in diversi settori industriali, dalle radici della pianta della Liquirizia si ricava un succo dalle molteplici proprietà, digestive, disintossicanti, emollienti, antisettiche, molto usato in erboristeria, nell’industria farmaceutica, per la produzione di liquori e di dolci.

 

 
Numerose sono le proprietà benefiche che essa possiede:
• Antinfiammatoria: garantita dalla presenza dei flavonoidi;
• Emolliente: rappresenta un rimedio utile anche contro asma e tosse secca;
• Dimagrante: a anche un effetto saziante della fame, ideale per chi segue regimi alimentari specifici;
• Antivirale: grazie alla glicirizzina è in grado di bloccare le infezioni;

• Disinfiammante e cicatrizzante: in particolare su abrasioni delle mucose della bocca e delle gengive. Per questo è utile per contrastare l’alitosi.
• Lassative: determinate dalla presenza di mannite, uno zucchero in grado di contrastare la stipsi attirando acqua nell’intestino e facilitando lo svuotamento del colon;
• Antiossidanti: grazie alla presenza di flavonoidi che combattono i radicali liberi e offrono protezione da malattie a carico del sistema cardio-circolatorio.

Molto nota è invece la capacità della liquirizia di alzare il livello della pressione arteriosa, a fronte dell’aumentata ritenzione di sodio e acqua e dell’eliminazione del potassio. Insomma, un vero e proprio toccasana!

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