Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa

Si è tenuto presso l’ufficio dell’assessore al Personale ed Avvocatura, Danilo Russo, un incontro richiesto dai sindacati ed alcuni esponenti dell’RSU del Comune di Catanzaro alla presenza dell’assessore all’Urbanistica Modestina Migliaccio, del segretario generale Vincenzina Sica, dei dirigenti del settore avvocatura, Saverio Molica, e patrimonio, Andrea Adelchi Ottaviano.

Al centro della riunione la problematica relativa al rimborso delle spese legali sostenute per la difesa dei dipendenti comunali nei procedimenti in cui questi ultimi sono coinvolti

 L’assessore Russo nella sua introduzione ha sottolineato che “l’amministrazione comunale è al fianco dei dipendenti, fino alla conclusione dei procedimenti penali, nel rispetto della normativa prevista per l’assunzione da parte degli enti locali delle spese legali sostenute da propri dipendenti per procedimenti penali promossi nei loro confronti”. Riguardo alla complessa materia, su cui la giurisprudenza della Corte dei Conti si è pronunciata in diverse occasioni, è stato ricordato che nel sistema “a rimborso”, caratterizzato dal conferimento ex post degli oneri già affrontati dal dipendente, l’erogazione da parte dell’ente è consentita esclusivamente in caso di assoluzione con formula piena che escluda in modo incontrovertibile la presenza del dolo o della colpa grave. La decisione dell’ente locale è basata, quindi, sull’accertamento della ricorrenza dei presupposti indicati dalla legge e su rigorose valutazioni che occorre effettuare, anche ai fini di una trasparente, efficace ed efficiente amministrazione delle risorse economiche pubbliche. Il dirigente del settore avvocatura Molica ha, inoltre, sottolineato che “la liquidazione delle spese legali può essere legittimamente disposta quando gli imputati – dipendenti siano stati assolti con la formula più ampia e liberatoria e, cioè, con una sentenza che abbia riconosciuto la non sussistenza del fatto criminoso o la non attribuibilità ai medesimi. Diversamente l’esito del giudizio penale “perché il fatto non costituisce reato”, non implica l’automatico riconoscimento della insussistenza di fatti dannosi per l’erario”. L’assessore Migliaccio ha specificato che “ai sensi della disciplina richiamata, l’ente locale, anche a tutela dei propri diritti e interessi, ove si verifichi l’apertura di un procedimento di responsabilità civile o penale nei confronti di un suo dipendente per fatti o atti direttamente connessi all’espletamento del servizio e all’adempimento dei compiti d’ufficio, avrebbe dovuto assumere a carico del proprio bilancio ogni onere di difesa sin dall’apertura del procedimento, dopo aver verificato che non sussista conflitto di interessi, facendo assistere il dipendente da un legale di comune gradimento. L’obiettivo, infatti, è quello di tenere un approccio più accomodante possibile nei confronti dei dipendenti nei limiti della legge”. I rappresentanti sindacali – nel salutare gli assessori e dirigenti presenti in un clima di confronto positivo e costruttivo – hanno espresso, infine, l’auspicio che l’avvocatura possa per il futuro rivedere il regolamento interno, al fine di renderlo più confacente alle esigenze dei dipendenti, e procedere ad una rivalutazione rispetto ad alcune posizioni di dipendenti per i quali, a procedimenti conclusi, non è stato accordato il rimborso delle spese legali.

 

 

 

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